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Presentazione per l'esposizione personale di Argelato - Bologna 1998

Per fare un'indagine seria d'insieme sulle nuove proposte legate all'arte figurativa, non potremmo esimerci da voltare per Firenze e di lì per Artimino, dove Vinattieri da tempo rappresenta (così come vuole, a giusta ragione, il giudizio della critica) uno dei protagonisti della ricerca artistica contemporanea. Codesto "capitolo", però - è promesso - sarà affrontato estesamente in altra sede; qui preme soffermarsi a sottolineare brevemente altri e più contingenti aspetti dell'opera vinattieriana.
È stato detto che ogni suo dipinto è una pagina di un infinito racconto che dura (durerà) una vita; che ha séguito nel quadro successivo ; che è volutamente un inconcluso tassello di un (eterno) grande mosaico... Non è vero ! È vero invece che il suo è un universo di essenze estetiche che talvolta stentano, anche fisicamente, ad essere contenute in un dipinto. Egli, come ogni artista autorevole, dà, per lunghi periodi, continuità a una scelta poetica che (ricorrente) diventa un unicum stilistico, un personale uso del linguaggio che viene, ahimè !, talvolta confuso con la ripetitività o l'incompiutezza. Tutt'altro ! La sua, come quella di Morandi e di Music, benché in progressivo processo di frantumazione, è opera ogni volta, costantemente, in ogni quadro completa, anche quando si ferma ambigua in poetica contemplazione del frammento ; sul brano di una interezza celata ; sul passo di un codice (mai definitivamente chiuso) appunto... , dov'è tenuta viva l'origine remota della forma, al solo fine di consentirsi nel linguaggio, come avrebbe amato Hölderlin, maggiori estensioni visionabili di poesia : sintagmi estetici che per obliquo chiasmo ricordano la riflessione di Valéry : "La poesia, nel suo splendore nudo e magico, s'innalza, "ritratta", alla potenza d'immagine dilatando.".
Visionare l'opera vinattieriana, esteticamente scritta con inconfondibile stile in spazi severamente decisi, è, per ognuno che abbia trasporto verso l'arte, una piacevole lettura. La poetica raffinata e urgente, incalzata nelle sospensioni liriche e preziose dei colori stesi ritmicamente come arpeggi a toni bassi dai riflessi pietrigni o in gradi di più alta intensità che s'inabissano nella materia magra, ci avverte (sorpresa ad insinuare in correa mediterraneità azzardi cromatici) di una lunga, rigorosa, estenuante ricerca la quale, partita in giovane età dalla sperimentazione figurale attraverso la formazione accademica della Scuola d'Arte fiorentina, è approdata, per il suo singolare intendere le realtà categoriali, alle odierne esperienze grammaticali del colore tra le quali si legge, in quel soffio febbrile d'insaziata pulsione creativa, l'incaduca smania pittorica che gli ha più di ogni altra cosa indirizzata la vita.
"È complice nell'arte", insinua Bataille, "persino il silenzio ! ".
L'universo estetico si dice non abbia in sé fondamento d'assoluto, spetta all'artista darglielo. Vinattieri, da maestro qual è, sempre più svincolato da chiusure formali, compie, con la sua poetica, codesto sublime miracolo.

Ugo Fortini